Insegnare all’estero, una preziosa opportunità

Per cambiare vita, per trovare nuovi e interessanti sbocchi professionali, per poter godere di interessanti privilegi, il decidere di andare ad insegnare all’estero è, indiscutibilmente, una ottima occasione riservata al corpo docente. Questa importante prospettiva è, ovviamente, da fare sulla base di una conoscenza relativa a normative e leggi aggiornate.

Ma esattamente cosa significa insegnare all’estero? Vediamo, seppure sinteticamente, di spiegare meglio questo nuovo mondo.

Come si fa ad insegnare in una scuola all’estero?

Una delle principali fonti è proprio il Ministero degli Affari Esteri. Infatti, sul suo sito si possono trovare tutte le informazioni relative all’insegnare all’estero MAE. Passare attraverso il Ministero degli Affari Esteri, infatti, permetterà di poter godere di stipendi maggiorati e di varie agevolazioni.

Altro più che valido punto di riferimento è il sito del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca. Infatti, qui si potranno trovare, tra l’altro, i bandi emanati. L’informazione relativa a quali sedi estere sono disponibili per insegnare all’estero è fornita dal Ministero degli Affari Esteri ed è visibile sull’albo MAE. Questo è valido per chi sceglie istituti scolastici fuori dai confini nazionali.

Invece, chi opta per le scuole paritarie, può anche inviare una spontanea candidatura. Insegnare all’estero in scuole italiane, inoltre, può anche avvenire attraverso i vari corsi di cultura e di lingua italiana che vengono ad essere organizzati a favore dei molti nostri connazionali che si trovano residenti all’estero.

Tutto questo è gestito dal DGIT, ossia la Direzione Generale per gli Italiani all’Estero. Ovviamente, i titoli per poter insegnare in scuole italiane che si trovano all’estero sono i medesimi richiesti per insegnare nel nostro Paese.

Cosa significa insegnare all’estero mae?

Il Mae, cioè il Ministero degli Affari Esteri, una volta che si sono esaurite tutte le operazioni relative al trasferimento presso i vari istituti esteri del personale che si trova ad essere già lì in ruolo, andrà ad individuare e a comunicare i rimanenti posti che sono rimasti a disposizione. A chi ha presentato domanda, pertanto, verrà recapitato un telegramma, ove sono indicate le sedi che sono libere.

È bene ricordare che una volta effettuata la scelta, l’insegnante verrà rimosso dalla graduatoria in forma permanente. Ciò, tuttavia, potrà essere evitato se il soggetto chiede che al termine del mandato venga ad essere nuovamente inserito in queste apposite graduatorie.

Altro punto, è che se non verrà accettata l’eventuale destinazione per andare ad insegnare all’estero si perderà tanto l’incarico quanto si sarà rimossi dalla graduatoria. Si potrà ovviare alla rimozione se si chiederà un nuovo reinserimento in occasione dell’aggiornamento delle graduatorie, procedimento che ha una cadenza triennale.

Si ma.. quanto mi pagano?! Insegnare all’estero, stipendio e ruoli

Tra i vari vantaggi che si ha nel fare questo tipo di scelta, vi è quella relativa allo stipendio. Senza elencare i vari DPR e Decreti Leggi che regolamentano gli stipendi di chi decide di andare ad insegnare all’estero, si può dire che la formulazione è data dalla sommatoria del normale stipendio e di un cosiddetto assegno di sede.

L’ammontare complessivo, dipenderà anche dai disagi e dai fattori di rischio che sono correlati al tipo di Paese ove si andrà. In conclusione, ricordiamo in sintesi i ruoli:

 

  • Docente di ruolo
  • Docente supplente
  • Lettore universitario
  • Insegnante negli Istituti Italiani di Cultura
  • Assistente di lingua italiana.

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